Miti e verità: latte e derivati nella dieta dei bambini

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MITO

In età infantile il consumo di latte favorisce le allergie e le infezioni respiratorie, eventi che si riducono di frequenza nei bambini che non lo consumano.

 

VERITÀ

l’allergia al latte è una delle più frequenti in età infantile, ma tende a recedere nei primi anni d’età, per diventare una delle allergie meno frequenti dell’adulto (0,3%).

Nell’adulto sono più frequenti altre allergie, come quella alle arachidi (0.6%) o alla frutta secca in guscio (0.5%)[12].

Bisognerebbe allora sconsigliare alla popolazione sana il consumo di latte o arachidi o di frutta secca in guscio perché responsabili di allergie?

Inoltre, non ci sono vantaggi a lungo termine nel non consumare prodotti lattiero caseari, ma ci sono documentati svantaggi.

La rinuncia al consumo di latte per una presunta intolleranza al lattosio, ad esempio, si può tradurre in un maggiore rischio di ipertensione e diabete in età adulta [13], ma la rinuncia può comportare  un rischio maggiore di guadagnare peso [14, 15], di ammalarsi di cancro del colon [8], di sindrome metabolica [16] o anche di malattie cardiovascolari [5]. Non è poco.

 

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MITO

I bambini non hanno bisogno di latte vaccino e dovrebbero crescere con il latte materno il più a lungo possibile. dopo lo svezzamento ci sono molte fonti di calcio alternative al latte.

 

VERITÀ

È riconosciuto che i bambini debbano crescere col latte materno finché per la madre sia possibile produrlo.

 

Nei primi periodi dello svezzamento è opportuno utilizzare i latti di proseguimento e successivamente non esagerare con i consumi di latte vaccino.

Dopo il primo anno d’età il latte vaccino diventa un’importante fonte di calcio, ricordando di porre particolare attenzione ad un eccessivo quantitativo di proteine animali, soprattutto se da latte, fino al secondo anno di vita.

Certamente il latte non è l’unico alimento che contenga calcio, tuttavia, come si vede dalla Tab. 1, è tra gli alimenti più convenienti sia in termini calorici che in termini di prezzo. La tabella riporta tutti gli alimenti nel database di composizione degli alimenti INRAN [10].

Sono molto pochi gli alimenti in grado di fornire un calcio migliore di quello del latte. Si tenga anche conto che la tabella riporta il contenuto percentuale, senza tenere conto dell’assorbimento, che sappiamo migliore nei prodotti animali, rispetto a molti prodotti vegetali. Per ottenere lo stesso assorbimento del calcio da latte, una bevanda vegetale dovrebbe avere un contenuto di calcio quasi doppio [11].

In tabella viene considerata anche l’acqua, nello specifico una delle acque minerali a maggiore concentrazione di calcio reperibili in commercio, perché l’acqua del rubinetto è generalmente assai povera di questo elemento.

Secondo le evidenze dell’indagine CRA-NUT SCAI, l’acqua non partecipa per un valore significativo all’apporto complessivo di calcio degli italiani [4].

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BIBLIOGRAFIA

Comitato scientifico

1.  Cavalli Sforza, L. and F. Cavalli Sforza, Evoluzione genetica e culturale, in Treccani.it2010.

2.  Cavalli Sforza, L. and F. Cavalli Sforza, Chi siamo: la storia della diversità umana. 1993, Milano: Saggi Mondadori.

3.  Fenton, T.R. and A.W. Lyon, Milk and acid-base balance: proposed hypothesis versus scientific evidence. J Am Coll Nutr, 2011. 30(5 Suppl 1): p. 471S-5S.

4.  Sette, S., et al., The third National Food Consumption Survey, INRAN-SCAI 2005-06: major dietary sources of nutrients in Italy. Int J Food Sci Nutr, 2013. 64(8): p. 1014-21.

5.  Soedamah-Muthu, S.S., et al., Milk and dairy consumption and incidence of cardiovascular diseases and all-cause mortality: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies. Am J Clin Nutr, 2011. 93(1): p. 158-71.

6.  Aune, D., et al., Dairy products and the risk of type 2 diabetes: a systematic review and dose-response meta-analysis of cohort studies. Am J Clin Nutr, 2013. 98(4): p. 1066-83.

7. Soedamah-Muthu, S.S., et al., Dairy consumption and incidence of hypertension: a dose-response meta-analysis of prospective cohort studies. Hypertension, 2012. 60(5): p. 1131-7.

8.  World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research. Food, nutrition, physical activity, and the prevention of cancer: a global perspective. Washington, DC: AICR. 2007.

9.  Ferlay, J., et al., Cancer incidence and mortality patterns in Europe: estimates for 40 countries in 2012. Eur J Cancer, 2013. 49(6): p. 1374-403.

10.  Available from: http://www.inran.it/646/tabelle_di_composizione_degli_alimenti.html?alimento=&nutriente=CALCIO&categoria=tutte&quant=100&submitted1=TRUE&sendbutton=Cerca.

11.  Heaney, R.P., et al., Bioavailability of the calcium in fortified soy imitation milk, with some observations on method. Am J Clin Nutr, 2000. 71(5): p. 1166-9.

12. Sampson, H.A., Update on food allergy. J Allergy Clin Immunol, 2004. 113(5): p. 805-19; quiz 820.

13.  Nicklas, T.A., et al., Self-perceived lactose intolerance results in lower intakes of calcium and dairy foods and is associated with hypertension and diabetes in adults. Am J Clin Nutr, 2011. 94(1): p. 191-8.

14. Dougkas, A., et al., Associations between dairy consumption and body weight: a review of the evidence and underlying mechanisms. Nutr Res Rev, 2011: p. 1-24.

15.  Wang, H., et al., Longitudinal association between dairy consumption and changes of body weight and waist circumference: the Framingham Heart Study. Int J Obes (Lond), 2013.

16. Pfeuffer, M. and J. Schrezenmeir, Milk and the metabolic syndrome. Obes Rev, 2007. 8(2): p. 109-18.

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