I FORMAGGI NON VANNO ELIMINATI NEPPURE PER ABBASSARE LA PRESSIONE

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Eliminando i formaggi dalla nostra vita non rinunciamo solo a una prelibatezza che fa parte delle nostre tradizioni, ma anche a una buona dose di calcio, proteine di alto valore biologico e alcune vitamine, in particolare la A e quelle del gruppo B come la B12, oltre a oligoelementi preziosi come zinco e selenio. Per questo motivo, anche l’equazione  ipertensione = no formaggi  va rivista in un’ottica nuova, che prende in considerazione porzioni ideali e frequenza di consumo.

A questo proposito, tra i tanti lavori scientifici c’è lo studio italiano presentato nel 2016 al Congresso dell’American Society of Hypertension a New York e premiato dalla Società Internazionale di Ipertensione (ISH) come miglior studio clinico tra i circa 2.000 lavori presentati da studiosi di tutto il mondo. Lo studio clinico (2), realizzato dall’Unità Operativa di Ipertensione dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e dall’Istituto di Scienze degli Alimenti della Nutrizione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha messo in evidenza l’effetto biologico “antipertensivo” di alcuni frammenti proteici – i tripeptidi – che si generano naturalmente durante la stagionatura del Grana Padano.

I 30 pazienti partecipanti allo studio, con ipertensione moderata, dopo aver consumato quotidianamente 30 g di Grana Padano DOP stagionato 12 mesi per 60 giorni, hanno mostrato una riduzione di 6mmHg della pressione sistolica e 5mmHg della pressione diastolica. Il tutto senza modificare peso corporeo, livelli di colesterolo, trigliceridi e glicemia. Secondo il team di ricerca, i tripeptidi tipici del formaggio stagionato, sarebbero in grado di inibire l’angiotensina (ACE), responsabile di vasocostrizione e aumento della pressione arteriosa.

 

CONTRO INFARTO E ICTUS: 40 GRAMMI DI FORMAGGIO AL GIORNO

Il formaggio pericoloso per la salute del cuore per il suo contenuto in grassi saturi? Sebbene sia ancora opinione diffusa tra la popolazione, diversi studi scientifici hanno messo in discussione questo vecchio paradigma. Anzi, mangiare una piccola porzione di formaggio tutti i giorni (40 grammi), nell’ambito di una dieta equilibrata e uno stile di vita sano potrebbe, infatti, aiutare a previene infarto e ictus.

È quanto suggerisce uno studio dell’università di Soochow in Cina (5), basato sulla revisione di 15 ricerche pubblicate che hanno coinvolto circa 200 mila persone sane, la cui salute è stata monitorata mediamente per dieci anni. Gli esperti hanno considerato i consumi individuali di formaggio, comparandoli con i dati relativi alle problematiche cardiovascolari eventualmente insorte nel corso dello studio: rispetto a chi non è solito consumare formaggio, i consumatori abituali di questi alimenti hanno mostrato un rischio ridotto del 18% verso una patologia cardiovascolare, del 14% per quanto riguarda un infarto e del 10% di ictus.

 

 

PER LA SALUTE DEL CUORE, VIVA I GRASSI BUONI!

Pochi mesi fa è stato aggiunto un altro importante tassello nell’eterna questione “grassi nemici del cuore”. Si tratta dello studio (6) denominato PURE – acronimo di Prospective Urban Rural Epidemiology – che ha valutato le abitudini alimentari e l’associazione con la mortalità (e il rischio cardiovascolare) di oltre 135.000 persone provenienti da 18 Paesi e cinque continenti, seguiti per una media di 7 anni e mezzo.

I risultati sono stati univoci e piuttosto chiari, dimostrando che una dieta eccessivamente ricca di carboidrati raffinati è associata ad un maggior rischio per la salute. Nello specifico, invece, i grassi totali e i singoli tipi di grassi non sono associabili a malattie cardiovascolari e infarto miocardico, mentre i grassi saturi mostrano, invece, un effetto positivo ovvero la riduzione del rischio di stroke.

Per il resto, rimane tutto identico: un’alimentazione varia ed equilibrata, ricca di vegetali freschi, carboidrati integrali, una giusta quota di proteine e un corretto uso dei grassi genuini (e non industriali o raffinati) è il modo migliore per vivere in salute. Con buona pace del cole-sterolo e dei “problemi di cuore” che, spesso, c’entrano poco con l’alimentazione!

 

Autore:

SAMANTHA BIALE, nutrizionista-diet coach e giornalista

 

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