La pancia «gonfia»

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Questa è la tipica pancia che si può definire “gassosa”. Quella, per intenderci, che al mattino non si vede nemmeno, e poi, durante la giornata lievita fino a rendere obbligatorio slacciare il bottone.

Ovviamente non può trattarsi di grasso, perché l’adipe non si forma e non si distrugge così rapidamente. Questo problema può essere causato dalla scelta di cibi sbagliati che, fermentando, producono aria, ma anche dalla cattiva digestione o da una scorretta e insufficiente masticazione. In alcuni casi si tratta di sindrome del colon irritabile.

 

Meno gonfiore, con la dieta giusta… e la calma a tavola

Chi non ricorda il vecchio ammonimento «non si parla con la bocca piena»? Chi soffre di gonfiore addominale dovrebbe tenerlo a mente: mangiare e parlare allo stesso tempo è, infatti, uno dei modi migliori per ingurgitare aria! Detti a parte, il gonfiore addominale è, spesso, la semplice conseguenza di un’alimentazione ricca di cibi che creano fermentazione (legumi in testa) o che sono mal tollerati come, per esempio, i latticini in presenza di una accertata (e diagnosticata) intolleranza al lattosio. In altri casi, il gas intestinale, associato ad altri sintomi tipici, è riconducibile alla sindrome del colon irritabile. Ma andando nell’ordine:

 

  1. La prima regola per avere la pancia sgonfia è mangiare lentamente, masticando molto bene ogni boccone. Sembra un consiglio banale, ma non lo è affatto: nella saliva è presente un enzima chiamato ptialina che, durante la masticazione, incomincia a pre-digerire gli amidi per farli arrivare allo stomaco parzialmente scissi nei loro componenti. Se questo enzima non ha il tempo di agire, gli amidi arrivano intatti nello stomaco, dando origine a fermentazione, pesantezza e gonfiore.
  2. Da limitare o evitare, almeno finché non si risolve il problema, gli alimenti che creano fermentazione come la frutta ai pasti, i legumi e, purtroppo, anche alcuni vegetali preziosi come broccoli, cavoli, cipolle e mele. Attenzione anche a un’alimentazione troppo “condita”: i grassi rallentano notevolmente la digestione e rallentano lo svuotamento gastrico, favorendo fermentazione e gonfiore.
  3. Molto utili sono le piante aromatiche dall’azione carminativa come l’aneto, i semi di finocchio, il cumino, il cardamomo e la menta che possono essere usate per insaporire i piatti: stimolano la digestione e riducono le fermentazioni intestinali. Molto utile è anche lo zenzero: antinfiammatorio naturale, può essere utilizzato anche per regolare il gonfiore addominale, aggiungendo qualche fettina fresca alle pietanze.

 

Il colon irritabile: il possibile ruolo dei fermenti probiotici

Se il gonfiore di pancia è causato dal colon irritabile (colpisce circa il 15% della popolazione), con diverse forme e sintomi, in genere risponde bene a una dieta giusta e a uno stile di vita più sano e con ritmi più rilassati. Questa sindrome può però celare anche aspetti psicologici (fenomeni ansiosi, per esempio) che richiedono un approccio più specifico valutato insieme al medico. Il colon irritabile è un tipico disturbo per il quale la modificazione del microbioma intestinale può risultare utile. A questo scopo, un gruppo di ricercatori della McMaster University, in Canada, sta provando l’effetto dell’assunzione regolare di un ceppo di Bifidobacterium su un gruppo di persone affette da sindrome del colon irritabile e concomitante depressione. Lo studio prevede anche l’uso della Risonanza magnetica funzionale per valutare gli eventuali cambiamenti sulle aree cerebrali notoriamente coinvolte nei fenomeni depressivi. Altri studi stanno, invece, monitorando l’effetto ottenuto con un farmaco antidepressivo, associato alla somministrazione di specifici ceppi batterici. Ci vorrà del tempo per avere risultati certi e tradurli in cura, ma una nuova strada è stata intrapresa.

 

Autore:

SAMANTHA BIALE, nutrizionista-diet coach e giornalista

 

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