Assolatte: una nota del Minsal sfata le fake news e conferma che i prodotti alimentari realizzati in Italia sono sicuri e non veicolano il virus. E il governo dichiara “pratica sleale” la richiesta di certificazioni “virus free” per i cibi italiani e la punisce con sanzioni amministrative pecuniarie che arrivano fino a 60mila euro.

Milano, 3 marzo 2020 – Il COVID-19 rischia di travolgere anche il comparto alimentare italiano, che ora è costretto a correre ai ripari per difendersi da fake news e speculazioni economiche. E così, nelle misure urgenti prese dal governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, ci sono anche due interventi che hanno recepito le richieste del settore: da un lato il ministero della Salute ha diffuso una nota ufficiale in cui precisa che non vi sono evidenze scientifiche a supporto della notizia della trasmissione del COVID-19 attraverso gli alimenti e che la sicurezza degli alimenti prodotti in Italia (come latte, burro, yogurt e formaggi)  continua ad essere garantita secondo le norme vigenti. E, pertanto, eventuali richieste di certificazioni in tal senso – e non previste – sono da considerarsi inappropriate.

Alla posizione ufficiale del ministero della Salute, prosegue Assolatte, si affianca quella del governo, che ha appena introdotto sanzioni pecuniarie per gli operatori che pretendono una certificazione “virus free” per i prodotti alimentari italiani.

Assolatte plaude a questi due interventi, che arrivano a sostegno anche del lattiero-caseario, un settore alimentare di fondamentale importanza per l’economia e la società italiana, e che non ha mai smesso di lavorare nemmeno in questi giorni di emergenza da COVID-19, continuando ad assicurare, ogni giorno, latte, burro, yogurt e formaggi e consegnandoli agli oltre 50mila punti vendita presenti sul territorio nazionale.

E proprio la notorietà, l’apprezzamento e il successo dei prodotti lattiero-caseari italiani li ha fatti diventare la principale “vittima” di speculazioni internazionali e di fake news, ricorda Assolatte.

Questo decreto legge, comunica Assolatte, ha disposto che “la subordinazione di acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al COVID -19” rappresenta una pratica sleale ai sensi della Direttiva (UE) 2019/633, e la punisce con sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 a 60.000 euro.

 

Per maggiori informazioni: Carmen Besta – Assolatte Milano – mail: besta@assolatte.it– tel.02-72021817