Longevità estrema: la scienza conferma il ruolo chiave dello yogurt
Non solo DNA, ma anche stile di vita: l’analisi di una supercentenaria conferma come lo yogurt nutra Bifidobatteri e Akkermansia, ceppi batterici che si confermano alleati indispensabili per un invecchiamento sano.
SOMMARIO USCITA 113:
- Quando l’età avanzata non fa rima con salute precaria
- Questione di microbiota intestinale
- Un nuovo protagonista della salute intestinale e immunitaria
- Ruolo nella barriera intestinale e nel metabolismo
- Modulazione della risposta immunitaria
- Longevità e aging sano
- Applicazioni e prospettive cliniche
- Akkermansia e prodotti lattiero-caseari
Maria Branyas Morera, ultracentenaria spagnola vissuta fino a 117 anni, è stata oggetto di uno studio che ha svelato come la sua eccezionale longevità sia il risultato di una combinazione sinergica tra fattori genetici, metabolici e ambientali, inclusa una dieta ricca di yogurt fermentato. Questo ha favorito un microbiota intestinale giovane e diversificato, ricco di bifidobatteri e lactobacilli benefici, sostenendo un basso stato infiammatorio e un metabolismo lipidico efficiente.
QUANDO L’ETÀ AVANZATA NON FA RIMA CON SALUTE PRECARIA
Maria Branyas Morera, una donna spagnola nata nel 1907, è deceduta, nell’agosto 2024, all’età di 117 anni. La sua impressionante longevità, accompagnata da una salute generale di buon livello, ha svelato finalmente i propri segreti grazie al lavoro di un team di ricercatori guidati dal Dr. Santos-Pujol. La natura biochimica e genetica della sig.ra Morera è stata analizzata e compresa e, proprio in queste settimane, la scienza ha finalmente dimostrato che età avanzata e salute precaria non vanno necessariamente a braccetto. [1]
Lo studio del genoma, trascrittoma, metaboloma, proteoma, microbioma ed epigenoma di questa ultracentenaria ha rivelato che la donna aveva tutte le caratteristiche genetiche tipiche dell’età avanzata ma, nonostante la presenza di un accorciamento del 40% dei telomeri, normalmente predisponenti a cancro o disturbi neurodegenerativi, ha avuto una biologia favorita da un ambiente sano e da uno stile di vita altrettanto salutare.
Tra i principali fattori protettivi sono stati evidenziati, in particolare, un metabolismo lipidico molto efficiente e bassi livelli di infiammazione.
La donna presentava, infatti, livelli di colesterolo V-LDL e trigliceridi molto bassi, mentre il colesterolo HDL era elevato. Questa peculiarità metabolica, associata a una longevità prolungata e a un basso rischio di demenza, era supportata da marcatori infiammatori sistemici molto bassi.

Maria Branyas Morera ha vissuto fino a 117 anni in buona salute grazie a uno stile di vita sano e un ambiente favorevole.
Un’indagine scientifica multiomica ha mostrato un metabolismo efficiente, bassi livelli d’infiammazione e un giovane microbiota intestinale ricco di bifidobatteri.
Il consumo regolare di yogurt ha favorito la crescita di bifidobatteri benefici nell’intestino.
Il consumo di derivati lattiero-caseari sostiene la crescita di Akkermansia muciniphila, preziosa per la salute intestinale e immunitaria e per un invecchiamento sano.
QUESTIONE DI MICROBIOTA INTESTINALE
Uno degli elementi cruciali collegati alla estrema longevità della sig.ra Morera è emerso essere il suo microbiota intestinale. Le analisi hanno subito evidenziato come questo fosse molto più giovane rispetto all’età anagrafica. L’analisi del microbioma fecale, rispetto a un gruppo di controllo di 445 persone tra 61 e 91 anni, ha mostrato una biodiversità elevata superiore alla media.
In particolare, era particolarmente abbondante in Actinobacteriota, soprattutto del genere Bifidobacterium, un batterio tipicamente in diminuzione negli anziani che, però, è noto per essere presente in elevate quantità nell’intestino di centenari e ultracentenari. [2] Si tratta di un microrganismo residente nella flora batterica intestinale coinvolto nella regolazione delle risposte antinfiammatorie e nella produzione di acidi grassi benefici a catena corta.

PERCHÉ QUESTA ABBONDANZA DI BIFIDOBATTERI?
La spiegazione sta nella particolare dieta della sig.ra Morera. La sua alimentazione giornaliera prevedeva il consumo regolare di tre yogurt contenenti Streptococcus thermophilus e Lactobacillus delbrueckii, noti per favorire la crescita di Bifidobacterium nell’intestino. Seguiva poi un’alimentazione mediterranea e passava molto tempo con familiari, amici e animali domestici. Come hobby, amava leggere, curare il giardino, camminare, suonare il pianoforte e dormire bene. Alcolici e fumo, invece, non le appartenevano.
La scienza ha quindi potuto concludere che un’estrema longevità deriva da un equilibrio tra genetica, stile di vita, alimentazione e ambiente. Un genoma resiliente fornisce la base, ma sono le abitudini di vita a plasmare queste caratteristiche. E questo passa anche e soprattutto dalla scelta di quello che si mangia.
YOGURT E RISCHIO CARDIOVASCOLARE [3]
Gli effetti benefici sulla salute dei prodotti a base di yogurt possono essere attribuiti alla biosintesi o al rilascio di peptidi bioattivi con proprietà antipertensive, antimicrobiche, antiossidanti e immunomodulatrici. I risultati di studi clinici hanno inoltre indicato che il consumo di yogurt può essere efficace nel ridurre l’infiammazione cronica. Anche il contenuto di Calcio nello yogurt potrebbe svolgere un ruolo nella sua associazione inversa con la mortalità, alla luce della sua interazione con gli acidi grassi saturi (SFA) che determinano:
- riduzione dell’assorbimento intestinale degli SFA;
- riduzione dei livelli di trigliceridi circolanti;
- miglioramento del rapporto colesterolo HDL/LDL.
Le diete ricche di Calcio sono state associate a cambiamenti benefici della pressione sanguigna e a una riduzione del rischio di ictus. Nel complesso, queste evidenze supportano la tesi per cui il consumo di yogurt possa essere efficace nel ridurre il rischio di mortalità per le malattie cardiovascolari.

UN NUOVO PROTAGONISTA DELLA SALUTE INTESTINALE E IMMUNITARIA
Accanto ai ben noti Lactobacillus e Bifidobacterium, molto conosciuti perché possono essere contenuti in yogurt e altri prodotti alimentari come indicato nelle tabelle 1 e 2, si sta delineando l’importanza di altri ceppi batterici. Tra questi, uno dei più interessanti sembra essere l’Akkermansia muciniphila, un batterio anaerobio Gram-negativo che vive nello strato di muco che riveste la mucosa intestinale dell’uomo. La sua presenza risulta fondamentale per la salute del microbiota e, negli ultimi dieci anni, le ricerche su PubMed (oltre 600 articoli recenti) ne hanno evidenziato il ruolo protettivo nei confronti di numerose patologie e nella promozione di un invecchiamento sano.
RUOLO NELLA BARRIERA INTESTINALE E NEL METABOLISMO [10, 11]
Akkermansia muciniphila contribuisce al mantenimento dell’integrità della barriera intestinale: nutre e stimola la produzione di muco da parte delle cellule epiteliali, rafforzando la protezione contro l’invasione di patogeni ed endotossine. La sua abbondanza fisiologica è associata a una minore incidenza di patologie infiammatorie croniche intestinali (come colite ulcerosa e Crohn), disbiosi, sindrome metabolica e diabete di tipo 2.
A livello metabolico, Akkermansia migliora il metabolismo dei lipidi, attiva la risposta immunitaria, riduce la formazione di lesioni aterosclerotiche e attenua l’infiammazione cronica. Diversi studi hanno evidenziato una correlazione tra la sua carenza e patologie metaboliche e infiammatorie, incluse obesità, diabete e disturbi cronici gastrointestinali.


MODULAZIONE DELLA RISPOSTA IMMUNITARIA [10, 11]
Akkermansia muciniphila esercita una potente azione immunomodulatoria: le sue componenti cellulari e metaboliti inducono la produzione di citochine antinfiammatorie, riducendo i livelli di molecole pro-infiammatorie come TNF-α, IL-6 e IL-2. La proteina Amuc_1100 di Akkermansia attiva specifici recettori (TLR2), rafforzando la barriera intestinale e migliorando la regolazione immunitaria locale.
Questa attività, tuttavia, contribuisce non solo a contenere le patologie intestinali, ma è anche implicata nella regolazione e nella comunicazione dell’asse intestino-cervello, intestino-fegato e intestino-cuore.
LONGEVITÀ E AGING SANO [10, 11]
Studi preclinici e osservazionali hanno suggerito che una supplementazione di Akkermansia possa aiutare a prolungare la durata della vita sana: nei modelli animali di invecchiamento accelerato, l’integrazione del batterio ha aumentato la resilienza immunitaria, ha migliorato la barriera intestinale e ha portato a un’estensione della longevità, probabilmente tramite l’upregolazione degli acidi biliari secondari e la riduzione dell’infiammazione sistemica. Nell’uomo, la presenza di Akkermansia è più elevata nei centenari e nelle popolazioni longeve, correlando con una miglior funzione metabolica e immunitaria.
APPLICAZIONI E PROSPETTIVE CLINICHE [10, 11]
L’interesse per Akkermansia muciniphila nella clinica è in rapida crescita: viene studiata come indicatore di benessere intestinale e come potenziale probiotico di “nuova generazione”. Sarà necessario definire dosaggi, sicurezza a lungo termine e modalità ottimali di somministrazione, ma la sua integrazione potrebbe supportare strategie preventive contro malattie infiammatorie, metaboliche e per il sostegno alla longevità.
AKKERMANSIA E PRODOTTI LATTIERO-CASEARI [12-15]
I derivati lattiero-caseari, in particolare quelli fermentati come yogurt e kefir, possono agire come veicoli e modulatori della composizione microbica intestinale. Alcuni loro componenti, quali oligosaccaridi e proteine, possono stimolare la crescita di batteri benefici, tra cui Akkermansia muciniphila, indirettamente attraverso meccanismi prebiotici o offrendo substrati specifici. Il latte materno, ad esempio, è una fonte ricca di oligosaccaridi prebiotici che favoriscono la colonizzazione benefica di A. muciniphila nelle prime fasi della vita, contribuendo alla maturazione del sistema immunitario e all’integrità mucosale.
Studi clinici e sperimentali indicano, in particolare, che i latticini fermentati possono aumentare la quantità di A. muciniphila nell’intestino, migliorando la funzione della barriera intestinale e riducendo i processi infiammatori. Tali effetti sono correlati anche all’incremento della produzione di metaboliti benefici come gli acidi grassi a catena corta, che supportano l’ecosistema mucosale in cui risiede Akkermansia.
La presenza di A. muciniphila è, infine, inversamente correlata a condizioni come obesità, diabete e infiammazioni intestinali, e il consumo di derivati lattiero-caseari potrebbe quindi rappresentare una strategia nutrizionale per promuoverne la colonizzazione e benefici metabolici.
1. Santos-Pujol E, Noguera-Castells A, Casado-Pelaez M, et al. The multiomics blueprint of the individual with the most extreme lifespan. Cell Rep Med. 2025 Sep 24:102368. doi: 10.1016/j.xcrm.2025.102368.
2. Ku S, Haque MA, Jang MJ. The role of Bifidobacterium in longevity and the future of probiotics. Food Sci Biotechnol. 2024 Jul 11;33(9):2097-2110. doi: 10.1007/s10068-024-01631-y.
3. Tutunchi H, Naghshi S, Naemi M, Naeini F, Esmaillzadeh A. Yogurt consumption and risk of mortality from all causes, CVD and cancer: a comprehensive systematic review and dose-response meta-analysis of cohort studies. Public Health Nutr. 2023 Jun;26(6):1196-1209. doi: 10.1017/S1368980022002385.
4. Manzanarez-Quín CG, Beltrán-Barrientos LM, Hernández-Mendoza A, et al. Invited review: Potential antiobesity effect of fermented dairy products. J Dairy Sci. 2021 Apr;104(4):3766-3778. doi: 10.3168/jds.2020-19256.
5. Shah AB, Baiseitova A, Zahoor M,et al. Probiotic significance of Lactobacillus strains: a comprehensive review on health impacts, research gaps, and future prospects. Gut Microbes. 2024 Jan-Dec;16(1):2431643. doi: 10.1080/19490976.2024.2431643.
6. LATTENDIBILE (Accessed Nov 2025) www.lattendibile.it/latticini-probiotici-e-salute-del-cavo-orale-e-dei-denti/
7. Widyastuti Y, Febrisiantosa A, Tidona F. Health-Promoting Properties of Lactobacilli in Fermented Dairy Products. Front Microbiol. 2021 May 21;12:673890. doi: 10.3389/fmicb.2021.673890.
8. Molin G. Probiotics in foods not containing milk or milk constituents, with special reference to Lactobacillus plantarum 299v. Am J Clin Nutr. 2001 Feb;73(2 Suppl):380S-385S. doi: 10.1093/ajcn/73.2.380s.
9. Widyastuti Y, Febrisiantosa A, Tidona F. Health-Promoting Properties of Lactobacilli in Fermented Dairy Products. Front Microbiol. 2021 May 21;12:673890. doi: 10.3389/fmicb.2021.673890.
10. Zeng SY, Liu YF, Liu JH, Zeng ZL, Xie H, Liu JH. Potential Effects of Akkermansia Muciniphila in Aging and Aging-Related Diseases: Current Evidence and Perspectives. Aging Dis. 2023 Dec 1;14(6):2015-2027. doi: 10.14336/AD.2023.0325.
11. Panzetta ME, Valdivia RH. Akkermansia in the gastrointestinal tract as a modifier of human health. Gut Microbes. 2024 Jan-Dec;16(1):2406379. doi: 10.1080/19490976.2024.2406379. Epub 2024 Sep 21. PMID: 39305271.
12. Aja E, Zeng A, Gray W, Connelley K, Chaganti A, Jacobs JP. Health Effects and Therapeutic Potential of the Gut Microbe Akkermansia muciniphila. Nutrients. 2025 Jan 31;17(3):562. doi: 10.3390/nu17030562.
13. Macchione IG, Lopetuso LR, Ianiro G, Napoli M, Gibiino G, Rizzatti G, Petito V, Gasbarrini A, Scaldaferri F. Akkermansia muciniphila: key player in metabolic and gastrointestinal disorders. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2019 Sep;23(18):8075-8083. doi: 10.26355/eurrev_201909_19024.
14. Abbasi A, Bazzaz S, Da Cruz AG, et al A Critical Review on Akkermansia muciniphila: Functional Mechanisms, Technological Challenges, and Safety Issues. Probiotics Antimicrob Proteins. 2024 Aug;16(4):1376-1398. doi: 10.1007/s12602-023-10118-x.
15. Kostopoulos I, Elzinga J, Ottman N, et al. Akkermansia muciniphila uses human milk oligosaccharides to thrive in the early life conditions in vitro. Sci Rep. 2020 Aug 31;10(1):14330. doi: 10.1038/s41598-020-71113-8.

