Italiani a tavola: indagine sui consumi nazionali

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Uno dei dati più significativi, sui quali gli stessi ricercatori si sono soffermati, riguarda il consumo di carne rossa, pari a circa 700 grammi (peso a crudo) alla settimana. In particolare, la carne di bovino è ancora saldamente in testa (43 g/die).

Quella bianca di pollame è al secondo posto ma ben distanziata, visto che la quantità media giornaliera è pari a circa la metà.

COMMENTO

«Un po’ preoccupante è la preferenza verso la carne rossa (manzo, vitello, suino, ovino e di cavallo, incluse le carni trasformate, quali insaccati, affettati, ecc.) che viene consumata in quantità ancora eccessive rispetto a quelle consigliate da World Cancer Research Fund e American Institute for Cancer Research, per la prevenzione di alcuni tumori (non più di 400-450 g di carne rossa alla settimana).

È importante ricordare inoltre che il consumo di carne bovina è quello con il maggior impatto ambientale in termini di emissioni di gas ad effetto serra e di consumo di risorse idriche, sarebbe bene quindi cominciare a sostituire la carne rossa con quella bianca e con i legumi.»

PESCE E LEGUMI

Nei tre giorni di indagine, circa i 2/3 del campione ha consumato pesce (in media 45 grammi al giorno) con il merluzzo in testa, seguito dal tonno in scatola a pari merito con i crostacei.

Riguardo ai legumi, invece, poco più di una persona su tre ne ha consumati: 11 grammi al giorno è il consumo medio giornaliero riferito al totale del campione, con i piselli al primo posto, seguiti dai fagioli.

COMMENTO

«Per comodità molti consumatori scelgono di consumare pesce sotto forma di merluzzo (bastoncini o filetti congelati) o di tonno in scatola.Per questo gruppo alimentare così come per gli altri sarebbe bene variare la scelta e in particolare stimolare il consumo di piccoli pesci azzurri (alici, sardine, etc) che sono un’ottima fonte di acidi grassi polinsaturi, sono generalmente meno contaminati dei grandi pesci carnivori e il cui consumo ha un minor impatto ambientale.

Invece i legumi, pur rappresentando una valida alternativa alla carne, soprattutto se mangiati insieme ai cereali, ed essendo un alimento base della dieta mediterranea, vengono consumati da pochi e in quantità ben al di sotto di quelle consigliate. Non facciamoli sparire dalle nostre tavole.»

PIÙ PANE CHE PASTA

Fra i cereali e derivati, il pane di frumento resta ancora sovrano in-contrastato (94 g/die), al secondo posto la pasta di semola (50 g/die), mentre il consumo di riso è di circa 16 grammi.

Fra i biscotti, al primo posto si trovano quelli secchi, i più semplici, seguiti dai cornetti e dai frollini. Meno graditi i prodotti integrali: fra biscotti e pane si superano appena i 4 grammi al giorno.

COMMENTO

“Ogni giorno dovremmo mangiare anche pane, pasta o altri prodotti a base di cereali, meglio se integrali, ricordando anche in questo caso di non aggiungere troppi condimenti” recitano le Linea Guida per una Sana Alimentazione Italiana, ed effettivamente nel nostro studio è emerso che il consumo di pane e pasta costituisce oltre la metà dei “cereali” consumati dall’intero campione.

Anche se il modello di consumo alimentare nella popolazione italiana sta cambiando, questo risultato conferma in larga parte ancora l’aderenza al modello alimentare mediterraneo con i cereali come alimenti base, l’olio di oliva come condimento e il vino come bevanda alcolica.»

MELA, POMODORI E LATTUGA

Riguardo alla frutta e alla verdura, il consumo è risultato pari a 418 grammi al giorno. Per la frutta, il primo posto va alla mela (59 grammi), fra la verdura la lattuga (17 g) è la prima, dopo i pomodori, molto utilizzati oltre che a crudo come conserva.

COMMENTO

«Nel loro insieme i consumi medi giornalieri del campione totale di frutta e verdura risultano, anche se di poco, al di sopra del minimo raccomandato dall’OMS, che indica come obiettivo minimo il consumo di circa 400 g al giorno tra frutta e verdura. Ma non è così per tutte le fasce di età: la frutta e verdura sono promosse dagli anziani e bocciate dai giovani. Grazie agli anziani, che fedeli alla nostra tradizione mediterranea, ne mangiano di più (circa 500 g al giorno: 260 g di frutta e 240 g di verdura), i consumi medi della popolazione risultano ancora in linea con le raccomandazioni internazionali.»

Indagine nazionale sui consumi alimentari in Italia: INRAN-SCAI 2005-06
http://www.inran.it/710/I_consumi_alimentari__INRAN-SCAI_2005-06.html

Autore: Carla Favaro

Comitato scientifico

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