Numerosi studi attribuiscono ai probiotici diversi effetti benefici su patologie gastrointestinali, tra cui quelle infiammatorie. Ecco i benefici derivanti dal consumo di prodotti contenenti probiotici.

SOMMARIO USCITA 101:

  • Dieta, stile di vita e disbiosi
  • Disbiosi intestinale, immunità e malattie infiammatorie
  • Latticini fermentati e immunità
  • Cosa dicono gli studi clinici
  • Conclusioni e prospettive

La disbiosi, la perdita di integrità della barriera intestinale e la disregolazione del sistema immunitario sono ben noti fattori patogenetici di diverse patologie umane, intestinali e sistemiche (3, 17) e le evidenze scientifiche sono ormai concordi nell’attribuire ai probiotici effetti benefici in diverse malattie gastrointestinali, comprese quelle infiammatorie (16, 18), in quanto favoriscono il mantenimento della barriera intestinale attraverso vari meccanismi (19, 20) che possiamo raggruppare in questo modo:

i) DIMINUZIONE DELL'ADESIONE DI BATTERI PATOGENI
ii) AUMENTO DELLA FUNZIONE DELLA BARRIERA EPITELIALE INTESTINALE ATTRAVERSO L'INIBIZIONE DELL'APOPTOSI EPITELIALE, LA PRESERVAZIONE DELL'ESPRESSIONE PROTEICA DELLE GIUNZIONI STRETTE, L'AUMENTO DELLA PRODUZIONE DI MUCO E DELLA SECREZIONE DI DEFENSINA
iii) RIDUZIONE DELLE CITOCHINE PROINFIAMMATORIE

Latticini fermentati e immunità

Queste componenti hanno un impatto favorevole sulla prevenzione dell’eccesso di peso corporeo, sull’ipertensione, sul metabolismo glucidico, sulla sensibilità all’insulina e sull’insulino-resistenza (25-28).

Poiché migliorano anche l’escrezione renale di sodio, bloccano i canali del calcio, riducono le concentrazioni di calcio intracellulare e aumentano la sintesi di ossido nitrico (29-31), si può spiegare in questo modo anche l’azione sulla pressione arteriosa.

Ma queste componenti sono contenute sia nei prodotti interi che in quelli a basso contenuto di grasso e quindi gli autori attribuiscono la maggiore protezione da parte dei prodotti a basso contenuto di grasso con il possibile effetto di saturi e/o sale di ostacolo all’assorbimento di calcio e magnesio, contrastandone gli effetti favorevoli; c’è anche da dire però che il numero di studi che differenzia il consumo di prodotti interi è ancora piuttosto basso.

Inoltre, questo risultato può non essere tanto dovuto al minore consumo di grassi saturi o sale, quanto piuttosto alla maggiore attenzione all’alimentazione, alla salute, alla scelta di stili di vita più sani e attivi nelle persone che scelgono latticini a basso contenuto di grassi. Per quanto riguarda il sovrappeso o l’obesità, l’associazione tra latticini a basso contenuto di grassi invece non è significativa e questo può essere dovuto al fatto che solamente due studi sono stati idonei ad essere inclusi nella meta-analisi e si rendono pertanto necessari ulteriori studi per confermare o disconfermare questi risultati.

Il consumo di yogurt è invece altamente e coerentemente correlato con la diminuzione del rischio per tutti e tre gli esiti di salute e gli autori chiamano in causa diversi meccanismi: i nutrienti nello yogurt possono essere più biodisponibili rispetto ad altri prodotti lattiero-caseari (32) e il calcio può ridurre la lipogenesi e aumentare la lipolisi mediante la soppressione della formazione di 1,25 diidrossivitamina D e la secrezione dell’ormone paratiroideo, oltre che mediante la promozione della formazione di saponi di calcio nell’intestino, con conseguente aumento dell’escrezione e riduzione dell’assorbimento dei grassi. Ma questo è un effetto che è condiviso da tutti i prodotti lattiero caseari. La differenza fondamentale tra yogurt e altri prodotti del gruppo, o almeno molti di questi, è la fermentazione.

I prodotti fermentati, soprattutto latte e formaggi, sviluppati come strategia per la conservazione delle importanti proprietà nutritive di alimenti deperibili come il latte, rappresentano una parte importante  della dieta dell’uomo fin dallo sviluppo delle civiltà umane (21). Si tratta di alimenti prodotti attraverso la crescita, spontanea o indotta tramite starter o aggiunta di una fermentazione precedente (backspalling), di una popolazione microbica ben controllata sia dal punto di vista della numerosità cellulare che delle reazioni enzimatiche che portano alle componenti alimentari maggiori e minori tra le quali quelle aromatiche. Data la moltitudine delle combinazioni alimento-fermento esistono migliaia di tipi diversi di alimenti fermentati e in Tabella 1 sono riportate le principali, più diffuse, classi di alimenti fermentati, le modalità di fermentazione e le relative specie batteriche caratteristiche.

Nonostante la grande varietà di prodotti e la loro lunga storia, popolarità e ruolo nutrizionale, la transizione alimentare avvenuta un po’ ovunque, ma più marcatamente in Occidente di cui abbiamo parlato nell’introduzione, ha comportato nel corso dell’ultimo secolo una drastica riduzione della varietà degli alimenti fermentati (22), anche se negli ultimi anni si sta risvegliando un crescente interesse verso questi prodotti, sostenuto dalle crescenti evidenze di un ruolo chiave nella promozione della salute e addirittura alcuni gruppi di ricerca ne suggeriscono l’inclusione nelle Linee Guida per la sana alimentazione (23, 24).

I principali batteri, utilizzati come starter in molti processi lattiero-caseari, sono i batteri lattici (LAB) necessari per produrre yogurt, latti fermentati, panna, burro e formaggi. Il ruolo principale dei LAB è quello di abbassare il pH attraverso la fermentazione del lattosio in acido lattico, e ciò inibisce il deterioramento del latte e lo sviluppo di flora patogena, oltre che produrre componenti aromatiche desiderabili come per esempio diacetile e acetoino, due componenti che conferiscono sapore “burroso”.

Le principali specie di LAB riscontrate nei prodotti lattiero-caseari fermentati sono il Lactococcus lactis, lo Streptococcus salivarius subsp. thermophilus (S. thermophilus) e lattobacilli come Lactobacillus delbrueckii ssp negli yogurt e latti fermentati e Lactobacillus helveticus nei formaggi svizzeri. Molti altri microrganismi sono presenti anche all’interno dei formaggi, come i propionibatteri (PAB) nei formaggi di tipo svizzero, o sulla superficie dei formaggi, come muffe e lieviti (2). Ma LAB e PAB, oltre al loro ruolo nella genesi delle qualità complessive dei prodotti lattiero-caseari fermentati, hanno anche un ruolo essenziale nella salute umana e nell’omeostasi intestinale.

 

A cura di: Prof. Andrea Ghiselli, Direttore del Master di I livello in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica Applicata, Unitelma Sapienza, Roma.

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