Un indice glicemico elevato è un fattore predisponente al diabete e a molte altre patologie e condizioni croniche. Ma il consumo quotidiano di latte e derivati può contribuire a contenere il rischio.

Sono oltre 3 milioni, pari al 5% della popolazione, con un sommerso di circa 1 milione, gli italiani affetti da diabete di tipo 2, secondo i dati rilasciati dal Ministero della Salute. Ma, purtroppo, complici l’età sempre più matura della popolazione e le condizioni di sovrappeso/obesità di cui il diabete è spesso una diretta conseguenza, le previsioni sono a crescere.

Non solo diabete: un indice glicemico troppo alto predispone anche a malattie cardiovascolari, alcuni tumori e a condizioni croniche quali ad esempio retinopatie, nefropatie, neuropatie. Oltre alle terapie mirate si studiano dunque anche soluzioni di supporto che possano contenere il fenomeno, incluse naturalmente quelle dietetiche: da questo punto di vista, l’introduzione nella quotidianità di prodotti lattiero-caseari sembra poter rispondere all’obiettivo. Lo attestano alcuni studi osservazionali e trasversali, seppure le conclusioni non siano ancora definitive.

Consumo di prodotti lattiero-caseari e livelli di glicemia nel sangue

Uno studio brasiliano ha randomizzato oltre 400 sportivi a livello amatoriale, di cui sono stati misurati Indice di Massa Corporea (BMI), girovita e glicemia, uniti all’esame delle abitudini dietetiche. Particolare attenzione è stata data all’introito di cibi proteici suddivisi per prodotti lattiero-caseari, legumi, carne, pesce e uova. È stato così possibile osservare un BMI più basso, un girovita più ridotto e un indice glicemico inferiore fra i consumatori di una dieta ad elevato contenuto proteico. In particolare il consumo di formaggio si è associato a livelli di glucosio più bassi, mentre due porzioni di formaggio al giorno hanno dimostrato una riduzione del rischio di elevati livelli di glicemia random di circa l’80%.

Lo studio conclude che una dieta ad altro contenuto proteico in cui siano presenti prodotti caseari, ed in particolare il formaggio, può contribuire alla riduzione del BMI e dei livelli di glicemia nel sangue.

Non tutte le proteine sono uguali

Studi osservazionali dimostrano come una dieta ad alto contenuto proteico da alimenti vegetali e da alcuni cibi animali, in particolare prodotti lattiero-caseari come latte, yogurt e formaggio, favoriscano la regolazione del glucosio e si associno a un più basso rischio di diabete di tipo 2. Dunque, sembra possibile ipotizzare che le proteine casearie impattino più efficacemente sulla secrezione di insulina e incretina rispetto ad altre proteine animali di abituale consumo. Con il valore aggiunto che i prodotti lattiero-caseari sono fonte anche di altri importanti componenti quali calcio, magnesio, potassio, acidi grassi trans-palmitoleici, zuccheri a basso indice glicemico, tutti con benefici effetti sul controllo del glucosio, sulla sensibilità all’insulina e/o sulla riduzione del rischio di diabete.

Non da ultimo, la fermentazione e fortificazione dei prodotti lattiero-caseari con probiotici e vitamina D può adempiere a una funzione glucoregolatoria, ovvero a modulare l’assorbimento degli zuccheri e quindi evitare i pericolosi picchi glicemici.

Suggerimenti per una dieta a basso indice glicemico

I primi gustosi passi per allontanare il rischio di iperglicemia, e conseguenze associate, sono:

  • Introdurre ogni giorno nella dieta 2-3 porzioni tra latte e yogurt. Il latte, alimento a basso indice glicemico (compreso tra 35 e 40), specie se intero e parzialmente scremato, aiuta a regolare il metabolismo degli zuccheri assunti durante il pasto, compresi quelli derivati dall’assunzione di cereali o frutta. Mentre lo yogurt bianco intero o greco è raccomandato come sano fuoripasto, soprattutto per contrastare l’impatto glicemico associato a spuntini ad alto contenuto di zuccheri come frutta, merendine, snack dolci o frullati.
  • Consumare 2- 3 porzioni di formaggio a settimana. Oltre alla classica razione di formaggio, anche una grattugiata sulla pasta o su una zuppa di cereali, un cucchiaio di ricotta o di formaggio spalmabile sulle patate, come pure un velo di burro sul pane possono contribuire a ridurre l’impatto glicemico di queste pietanze, aggiungendo sapore agli ingredienti e al piatto stesso.
  • Preferire a colazione latte con i cereali o un frappè di frutta e latte, agendo anch’essi favorevolmente sul controllo della glicemia.

 

 

Riferimenti:

Giglio BM, Duarte VI, Galvão AF et al. High-protein diet containing dairy products is associated with low body mass index and glucose concentrations: cross-sectional study. Nutrients 2019 Jun 20;11(6):1384. doi: 10.3390/nu11061384. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31226760/

Comerford KB, Pasi G. Emerging evidence for the importance of dietary protein source on glucoregulatory markers and type 2 diabetes: different effects of dairy, meat, fish, egg, and plant protein foods. Nutrients, 2016 Jul 23;8(8):446. doi: 10.3390/nu8080446. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27455320/