Ipercolesterolemia e prodotti caseari: no a una dieta senza formaggio

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I lipidi presenti in formaggi e prodotti caseari, se assunti in quantità corrette, hanno un effetto positivo sui livelli di colesterolo HDL.

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E’ ormai una convinzione vecchia e superata quella secondo la quale in caso di ipercolesterolemia si debba rinunciare ai formaggi. La scienza nutrizionale ha infatti smentito del tutto questa credenza popolare, dimostrando i vantaggi per la salute offerti da un consumo corretto di latticini e formaggi. E questo vale anche in caso di ipercolesterolemia: eliminare dalla dieta i latticini non è una soluzione, anzi rischia di aggravare la situazione.

Evidenze scientifiche importanti mostrano che il consumo di formaggi nelle quantità corrette riduce il rischio di sviluppare iperglicemia, ipertensione e obesità addominale.

Il ruolo preventivo dei lipidi presenti in formaggi e latticini è stato dimostrato da uno studio recentemente pubblicato sul “The Journal of Nutrition” e condotto su oltre 15.000 consumatori abituali di prodotti lattiero-caseari. I risultati dei test hanno mostrato che i prodotti derivanti da latte intero hanno un effetto positivo sui livelli di HDL, il cosiddetto colesterolo buono.

A fare la differenza per la salute, condizionando l’impatto metabolico dei lipidi assunti con i vari latticini, potrebbe essere inoltre la membrana dei grassi del latte, la MFGM (Milk Fat Globule Membrane). Si tratta di una sottile membrana presente intorno ai grassi del latte, ricca di fosfolipidi e proteine, che nell’organismo ha la capacità di limitare l’assorbimento di colesterolo e trigliceridi.

Formaggi dunque come alleati del cuore e non più come nemici, al punto che, per la prevenzione contro infarto e ictus, sono addirittura consigliati 40 grammi di formaggio al giorno: un piacere quotidiano che fa bene all’umore e al cuore.

Uno studio dell’università di Soochow, in Cina, ha infatti dimostrato che i consumatori abituali di formaggio hanno un rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare inferiore del 18% rispetto a chi non consuma prodotti lattiero-caseari. Anche il rischio di infarto e di ictus diminuisce se i formaggi vengono integrati nella dieta in maniera corretta ed equilibrata: -14% rischio infarto e -10% di rischio ictus.

Numeri che fanno riflettere e che dimostrano ancora una volta che un’alimentazione equilibrata e varia, ricca di vegetali e con un corretto apporto di proteine e grassi genuini è il modo migliore per mantenersi in salute, con gusto.

Per dare il giusto peso all’apporto di colesterolo proveniente dall’alimentazione basta leggere con attenzione le tabelle di composizione degli alimenti e confrontare il contenuto di colesterolo tra vari cibi. E’ così che potremmo scoprire, ad esempio, che un etto del tanto bistrattato Gorgonzola ne contiene 70 mg: esattamente come 100 grammi pollo o tacchino, e meno della metà rispetto a un etto di gamberi.

Scopri tutti i dettagli leggendo il numero di gennaio 2018 de L’Attendibile.

 

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