La colazione degli italiani

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Gli italiani, secondo un’indagine DOXA commissionata nel 2013 da AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) per la Campagna “Io comincio bene”, proprio mirata alla prima colazione (http://www.iocominciobene.it), sono ancora sostanzialmente affezionati alla colazione, anche se il numero di italiani che non la fa per nulla (14%) e di chi la fa solo qualche volta (8%) è in crescita rispetto alla precedente indagine del 2004.

Preoccupante soprattutto la situazione nel sesso maschile, nel quale la percentuale di chi non la fa per niente o saltuariamente raggiunge il 30%. Solo il 64% degli italiani considera la colazione un pasto gradevole ed ecco per quale motivo tra le caratteristiche fondamentali della prima colazione riportata in Tabella 2 è stata sottolineata la gradevolezza degli alimenti.

Evidentemente il 36% degli italiani fa la prima colazione per “dovere”. Tra coloro che saltano, la metà dichiara di non avere particolarmente fame al mattino e il 34% di non avere tempo.

A questo proposito dal punto di vista nutrizionale – benché l’ideale sia, come è stato detto, effettuare la prima colazione in casa, con tutta la famiglia, prendendosi il tempo necessario per sedersi al tavolino e consumare una razione che copra almeno il 20% dell’energia giornaliera – si può, in deroga, per l’adulto non certo per il bambino, effettuare la prima colazione al bar.

L’importante è che nella prima metà della mattina si riesca a introdurre il 20-30% dell’energia quotidiana (colazione più spuntino), in modo da consumare successivamente un pranzo non troppo abbondante.

Un dato positivo che scaturisce dall’indagine è che rispetto al 2004 sta aumentando il quantitativo di persone che fa la prima colazione a casa e diminuisce la quota di persone che la fa solamente fuori casa.

Un altro risultato rassicurante consiste nel fatto che prodotti lattiero-caseari (principalmente latte, cappuccino e caffellatte) e cereali (principalmente biscotti, pane e fette biscottate) rappresentino la centralità della colazione degli italiani, che qualcuno accompagna con un poco di frutta o succo.

La presenza di prodotti lattiero caseari nella colazione non ha solamente il vantaggio di fornire calcio ed energia equilibrata tra i vari macronutrienti, ma una non trascurabile azione di modulazione della sazietà e dell’indice glicemico del pasto.

La presenza di proteine di latte, yogurt o formaggi in un pasto diminuiscono in maniera sensibile la risposta glicemica con evidenti miglioramenti della sazietà e del carico glicemico complessivo [17, 18].

Ed è proprio la colazione nutriente ma a basso carico glicemico quella che, come si è detto precedentemente, assicura le migliori performance cognitive e le migliori azioni preventive nei confronti delle malattie metaboliche. Quindi sia che si faccia una colazione dolce come quella tipica degli italiani sia che sia salata come abitudine anglosassone, latte/yogurt nella prima e yogurt/formaggio nella seconda svolgono azioni metaboliche molto importanti.

Concludendo, è estremamente importante rendere la colazione il pasto più piacevole della giornata cercando di compiere tutte quelle azioni che possano facilitare il compito: alzarsi 10 minuti prima, apparecchiare la tavola per noi e i nostri bambini, non fare mai mancare cereali, latticini e frutta. Per vincere la fisiologica inappetenza di alcuni, soprattutto dei bambini, si possono invogliare con prodotti dolci, anche come “correzioni” del latte, purché non si esageri e, riportando una frase di un recentissima pubblicazione sulla prima colazione [19]:

E’ quindi importante aiutare i bambini ad acquisire le informazioni necessarie per scegliere consapevolmente il cibo di cui hanno bisogno per crescere e per mantenere salute e benessere, sottolineando la necessità di una prima colazione consumata regolarmente ogni giorno e quanto incide sulla nostra vita personale, sui gusti, sui sentimenti e su socialità e ambiente; tutte queste azioni sono volte a migliorare le nostre abitudini alimentari e a trasformare il primo mattino in un piacevole e delizioso momento di pace e tranquillità che consenta di affrontare con ottimismo il risveglio. C’è bisogno di un approccio sistematico che comprenda tutto ciò che sia capace di influenzare il nostro rapporto con la prima colazione.

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Bibliografia

1. Marangoni, F., et al., A consensus document on the role of breakfast in the attainment and maintenance of health and wellness. Acta Biomed, 2009. 80(2): p. 166-71.

2. Deshmukh-Taskar, P.R., et al., The relationship of breakfast skipping and type of breakfast consumption with nutrient intake and weight status in children and adolescents: the National Health and Nutrition Examination Survey 1999-2006. J Am Diet Assoc, 2010. 110(6): p. 869-78.

3. Nicklas, T.A., et al., Breakfast consumption with and without vitamin-mineral supplement use favorably impacts daily nutrient intake of ninth-grade students. J Adolesc Health, 2000. 27(5): p. 314-21.

4. Peters, B.S., et al., The influence of breakfast and dairy products on dietary calcium and vitamin D intake in postpubertal adolescents and young adults. J Hum Nutr Diet, 2012. 25(1): p. 69-74.

5. Gibson, S., Micronutrient intakes, micronutrient status and lipid profiles among young people consuming different amounts of breakfast cereals: further analysis of data from the National Diet and Nutrition Survey of Young People aged 4 to 18 years. Public Health Nutr, 2003. 6(8): p. 815-20.

6. Pivik, R.T., et al., Eating breakfast enhances the efficiency of neural networks engaged during mental arithmetic in school-aged children. Physiol Behav, 2012. 106(4): p. 548-55.

7. Rampersaud, G.C., et al., Breakfast habits, nutritional status, body weight, and academic performance in children and adolescents. J Am Diet Assoc, 2005. 105(5): p. 743-60; quiz 761-2.

8. Cueto, S., Breakfast and performance. Public Health Nutr, 2001. 4(6A): p. 1429-31.

9. Nicklas, T.A., et al., Eating patterns and obesity in children. The Bogalusa Heart Study. Am J Prev Med, 2003. 25(1): p. 9-16.

10. Warren, J.M., C.J. Henry, and V. Simonite, Low glycemic index breakfasts and reduced food intake in preadolescent children. Pediatrics, 2003. 112(5): p. e414.

11. Affenito, S.G., et al., Breakfast consumption by African-American and white adolescent girls correlates positively with calcium and fiber intake and negatively with body mass index. J Am Diet Assoc, 2005. 105(6): p. 938-45.

12. Roblin, L., Childhood obesity: food, nutrient, and eating-habit trends and influences. Appl Physiol Nutr Metab, 2007. 32(4): p. 635-45.

13. Ruxton, C.H. and T.R. Kirk, Breakfast: a review of associations with measures of dietary intake, physiology and biochemistry. Br J Nutr, 1997. 78(2): p. 199-213.

14. Giovannini, M., et al., Breakfast: a good habit, not a repetitive custom. J Int Med Res, 2008. 36(4): p. 613-24.

15. Monteagudo, C., et al., Proposal for a Breakfast Quality Index (BQI) for children and adolescents. Public Health Nutr, 2013. 16(4): p. 639-44.

16. di Giuseppe, R., et al., Typical breakfast food consumption and risk factors for cardiovascular disease in a large sample of Italian adults. Nutr Metab Cardiovasc Dis, 2012. 22(4): p. 347-54.

17. Ballard, K.D., et al., Low-Fat Milk Ingestion Prevents Postprandial Hyperglycemia-Mediated Impairments in Vascular Endothelial Function in Obese Individuals with Metabolic Syndrome. J Nutr, 2013.

18. Gunnerud, U., et al., The glycemic, insulinemic and plasma amino acid responses to equi-carbohydrate milk meals, a pilot- study of bovine and human milk. Nutr J, 2012. 11: p. 83.

19. Affinita, A., et al., Breakfast: a multidisciplinary approach. Ital J Pediatr, 2013. 39: p. 44.

 

Autore: ANDREA GHISELLI

Comitato scientifico

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