Diete a rischio: dal troppo al troppo poco

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Proprio in questo periodo dei primi caldi, può diventare ancora più difficile resistere alla tentazione di ricorrere a diete dimagranti che risolvano rapidamente il problema del sovrappeso.

Ecco perché si può arrivare a soccombere al quotidiano martellamento di proposte da parte dei media che, facendo eco a quella che è stata chiamata la diet industry, rispondono a questo desiderio, lasciando intendere, a chi non cerca altro, che vi siano soluzioni facili e rapide al problema.

Ma il peggio è che tutto questo viene proposto anche a chi ha un peso nella norma, ma si sente comunque inadeguato rispetto ai canoni estetici imposti da una società che identifica la bellezza con la magrezza, con una sequela di rischi per il corpo e per la mente, troppo spesso sottovalutati.

In questo senso, va vista in modo estremamente positivo un’iniziativa realizzata in Francia, su richiesta del Ministro della Salute, dalla Anses (French Agengy for Food, Environmental and Occupational Health & Safety) che ha valutato i rischi associati alle diete dimagranti – ne sono state esaminate in modo dettagliato 15 – adottate solo per motivi estetici (5).

In pratica, il focus-target di questo documento (più di 150 pagine), che rappresenterà la base per una guida per i cittadini, è mettere bene in evidenza la differenza che esiste fra il “bisogno” di dimagrire (oggigiorno sovrappeso e obesità rappresentano un grave problema di salute pubblica) e il desiderio di farlo, per la “bellezza”, quando non vi è alcun obiettivo di salute.

Infatti, le restrizioni dietetiche non necessarie possono portare a squilibri nutrizionali dovuti ad assunzioni inadeguate (per carenza o eccesso) di principi nutritivi fondamentali (vitamine e minerali).

E questo comporta dei rischi sia per la salute e l’efficienza fisica (per primi muscoli e scheletro), sia per la psiche.

Riguardo al fisico, è stato per esempio stimato che con un dimagrimento pari al 10% del peso iniziale, la perdita di densità minerale ossea si aggira intorno all’1 e il 2%, con effetti più marcati per dimagrimenti maggiori, in tempi brevi.

Le fluttuazioni del peso corporeo – sia volontarie che involontarie – vengono infatti considerate elementi predittivi della massa ossea.

Per quanto concerne la massa muscolare, i regimi dimagranti portano a una sua riduzione che può essere attenuata solo da una concomitante attività fisica.

La riduzione della massa magra (che è quella che “consuma“ di più) si accompagna ad una diminuzione del fabbisogno energetico, pertanto quell’apporto calorico che prima poteva essere adeguato per mantenere il peso, porterà, quindi, ad ingrassare.

Inoltre, il recupero di nuovo peso sarà soprattutto a carico della massa grassa e non di quella magra.

Non meno importanti le conseguenze psicologiche che possono sfociare in veri e propri disturbi del comportamento alimentare.

Insomma la dieta per dimagrire è una cosa seria che va fatta solo se necessario, sotto supervisione medica e con un programma ben pianificato.

Seguire un regime dimagrante senza che ve ne sia bisogno, solo per ragioni estetiche, può far danno e può persino favorire l’aumento di peso.

Bibliografia

1. Dove ER, Hodgson JM, Puddey IB, Beilin LJ, Lee YP, Mori TA.Skim milk compared with a fruit drink acutely reduces appetite and energy intake in overweight men and women. Am J Clin Nutr. 2009 Jul;90(1):70-5.


2. Potier M, Fromentin G, Calvez J, Benamouzig R, Martin-Rouas C, Pichon L, Tomé D, Marsset-Baglieri A.A high-protein, moderate-energy, regular cheesy snack is energetically compensated in human subjects. Br J Nutr. 2009 Aug;102(4):625-31. Epub 2009 Feb 16.


3. Gilbert JA et al. A.Milk supplementation facilitates appetite control in obese women during weight loss: a randomised, single-blind, placebo controlled trial. Br J Nutr. 2011 Jan;105 (1):133-43.


4. Linee guida per una sana alimentazione italiana. rev. 2003 INRAN MIPAF


5. http://www.anses.fr/Documents/NUT2009sa0099.pdf.

Autore: Carla Favaro

Comitato scientifico

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