Restare a casa per lungo tempo limitando l’esposizione al sole, può portare a una carenza di vitamina D. Un valido aiuto arriva direttamente dall’alimentazione e dalla scelta di alimenti ricchi di questa vitamina come i prodotti lattiero-caseari.

L’emergenza Coronavirus ha prodotto diversi cambiamenti nelle abitudini quotidiane. Primo tra tutti c’è il divieto di uscire di casa, se non per specifici e comprovati motivi, per contenere il più possibile il contagio. Una situazione questa, che a lungo andare, può portare però a una carenza di vitamina D, indispensabile per il benessere dell’organismo.

È importante infatti non farsi mancare le giuste dosi giornaliere di vitamina D, considerando anche che la maggior parte degli italiani presenta un deficit di questa vitamina. Le stime parlano di 80 italiani su 100 – per lo più bambini e anziani – e per i quali la buona salute delle ossa è di primaria importanza.

Vitamina D: a cosa serve

La vitamina D è indispensabile per la salute delle ossa, in quanto serve ad assorbire il calcio. Inoltre, stando a quanto rilevato da alcuni studi recenti, questa vitamina è anche un importante immunomodulante. Una sua carenza può infatti portare allo sviluppo di malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 1, di alcuni tipi di tumori e dell’osteoporosi che interessa ben il 23% delle donne sopra i 40 anni.

La vitamina D viene accumulata dall’organismo prevalentemente attraverso l’esposizione ai raggi solari. Viene infatti sintetizzata per l’80% a livello cutaneo grazie ai raggi ultravioletti e accumulata soprattutto nei mesi estivi, mantenendo un adeguato livello circolante delle forme attive anche nei mesi più freddi.

La vitamina D svolge anche altre funzioni tra cui quella di regolare la proliferazione e il differenziamento di diversi tipi cellulari. Induce infatti il differenziamento degli osteoclasti delle cellule staminali, mentre riduce la proliferazione di fibroblasti e cheratinociti. In questo senso, la vitamina D viene utilizzata nel trattamento della psoriasi per inibire la proliferazione dei cheratinociti.

Vitamina D: quali sono gli alimenti che la contengono

L’esposizione al sole è dunque indispensabile per fissare la vitamina D. Per questo motivo, è facile immaginare come stare a casa per lungo tempo potrebbe portare a un deficit di questa vitamina.

Il regime alimentare seguito incide fortemente sul benessere dell’organismo. E la dieta numero 1 per la salute di uomini e ambiente, come riconosciuto anche dall’Unesco, è la dieta mediterranea. Oltre a fornire infatti tutti i nutrimenti necessari per prevenire malattie croniche, è anche amica dell’ambiente in quanto ha un’alta sostenibilità dal punto di vista economico, sociale ed ecologico.

La specificità della dieta mediterranea risiede nell’essere equilibrata e varia, ovvero contempla alimenti di origine animale e vegetale come carne, pesce, frutta, verdura e latticini ricchi di nutrienti che fanno bene alla salute.

Tra gli alimenti utili per coprire il fabbisogno quotidiano di vitamina D rientrano alcuni tipici della dieta mediterranea come:
• pesce, ad esempio sardine, tonno, sgombro, salmone, pesce spada
• uova (in particolare il tuorlo ha un’alta concentrazione di vitamina D)
• prodotti lattiero-caseari.

Yogurt, formaggi, burro, latticini infatti, oltre ad essere un’ottima fonte proteica, sono anche alimenti determinanti per l’assunzione di sali minerali, e di vitamine A e D, essenziali per la salute delle ossa. La vitamina D è infatti necessaria per fissare il calcio e assorbirlo a livello intestinale. In questo senso, i latticini rappresentano una grande fonte di calcio anche in una forma facile da assorbire. Basta pensare che ad esempio 100 g di yogurt contengono 125 mg di calcio, mentre 100 g di latte vaccino contengono 120 mg di calcio. La vitamina D viene infatti aggiunta come supplemento al latte.