Recenti studi attesterebbero la potenzialità dei latticni di ridurre l’infiammazione alla base di patologie croniche. Merito anche dell’effetto matrice.

I prodotti lattiero-caseari sono preziosi antinfiammatori naturali. Merito anche di un effetto matrice associato alla compresenza di specifiche sostanze, quali vitamina D, calcio e peptidi bioattivi, in grado di contrastare o comunque ridurre l’insorgenza di patologie sistemiche e metaboliche, croniche, a base infiammatoria: obesità, diabete di tipo 2 e disturbi cardiovascolari. Sono le recenti evidenze delle proprietà degli alimenti lattiero-caseari emerse da studi condotti tra il 2018 e il 2020.

I latticini possono spegnere l’infiammazione

Uno studio internazionale di varie Università norvegesi e spagnole, ha selezionato lavori di ambito nutrizionale prodotti tra il 2012 e il 2018, allo scopo di verificare l’eventuale azione antinfiammatoria di latte e alimenti fermentati tra cui yogurt e kefir, ma anche di formaggi, panna, burro e gelato.

L’attenzione dei ricercatori si è concentrata sull’impatto di questi alimenti in relazione a specifici indicatori infiammatori, quali la concentrazione nel sangue di PCR circolante (proteina C-reattiva), interleuchina 6, citochine, molecole di adesione cellulare vascolare o l’espressione di geni proinfiammatori in cellule mononucleate da sangue periferico, adiponectina, fattore di necrosi tumorale (TNF-alfa).

Tra gli studi selezionati, ne sono stati considerati 15 che avevano coinvolto sia la popolazione sana, sia soggetti in sovrappeso, obesi o con alterazioni metaboliche, patologie acute e/o croniche, di età superiore ai 18 anni, senza restrizioni di sesso o etnia. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un regime alimentare che prevedeva la somministrazione di latte o prodotti lattiero—caseari, singoli o in associazione, senza limiti di dose o regime di dosaggio.

Vi sarebbe evidenza che questa classe di alimenti non solo non induce una reazione proinfiammatoria nelle categorie di popolazione considerate, ma che l’integrazione di latte e alimenti lattiero-caseari nella dieta può contribuire a lungo termine ad attivare anche una lieve azione antinfiammatoria nei regolari consumatori.

L’impatto dei latticini sull’infiammazione: i risultati di una revisione sistematica

Uno studio internazionale, cui hanno partecipato anche ricercatori italiani, ha valutato i risultati di 52 studi clinici riguardanti la possibile relazione fra marker infiammatori e consumo di prodotti lattiero-caseari a diverso contenuto di grassi, ma anche prodotti fermentati, cui è stato attribuito un punteggio infiammatorio (IS) utile a valutare quantitativamente questa interazione. È emerso che i prodotti lattiero-caseari, specie quelli fermentati, svolgono un’azione antinfiammatoria in soggetti che non soffrono di allergia al latte, e in particolare in soggetti con disturbi metabolici. Occorre tuttavia avviare ulteriori studi prima di trarre conclusioni definitive.

I lipidi lattiero-caseari

Sembrerebbe proprio lei a svolgere una potenziale bioattività contro l’infiammazione cronica, alla base di molte patologie: la componente lipidica contenuta in latte, yogurt e formaggi, e nello specifico lipidi quali CLA (acido linoleico coniugato), PUFA (Acidi Grassi Polinsaturi) e lipidi polari.

La revisione di studi in vitro dimostrerebbe la capacità, soprattutto di latte e/o formaggi di capra e pecora, di inibire l’azione dei PAF, il fattore attivante le piastrine, noto mediatore dell’infiammazione chimica, soprattutto grazie alla fermentazione indotta da microrganismi quali Lactobacillus delbrueckii ssp. Bulgaricus e Streptococcus thermophilus. Risultati di efficacia antinfiammatoria deriverebbero anche da studi in vivo che riferirebbero la potenzialità antinfiammatoria dei lipidi polari alla presenza di lipidi derivati dalla sfingomielina, con azione di contrasto specie verso il tumore colo-rettale.

L’effetto matrice

Si associa a tre elementi chiave: la struttura fisico-chimico dell’alimento, la composizione nutrizionale complessiva e i processi a cui viene sottoposto. Questo pool di fattori è in grado di amplificare gli effetti sull’organismo di un singolo componente nutrizionale, rispetto al risultato ottenibile dalla somma matematica dei singoli componenti. Nello specifico l’effetto matrice dei prodotti lattiero-caseari, soprattutto se fermentati, si assocerebbe a specifiche sostanze quali vitamina D, calcio e peptidi bioattivi, e avrebbe un ruolo rilevante nella riduzione della risposta infiammatoria dell’organismo.

 

Riferimenti:

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Lordan R, Zabetakis I. Invited review: The anti-inflammatory properties of dairy products. J Dairy Sci, 2017, 100(6):4197-4212. doi: 10.3168/jds.2016-12224

Bordoni A, Danesi F, Dardevet D et al. Dairy products and inflammation: a review of the clinical evidence. Crit Rev Food Sci Nutr, 2017,57(12):2497-2525. doi: 10.1080/10408398.2014.967385